GSE Forest Monitoring

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha finanziato due progetti, Kyoto-Inventory e GSE Forest Monitoring, con l’obbiettivo di  indagare le potenzialità del telerilevamento satellitare nel monitoraggio delle attività di uso del suolo e di cambiamento di uso del suolo, con un’attenzione particolare alle esigenze derivanti dal Protocollo di Kyoto.

Il progetto Kyoto Inventory, coordinato da Intecs Spa, si è concluso nel 2005, dopo avere prodotto carte di uso del suolo e dei cambiamenti per oltre 200.000 Km2 e per tre diversi anni di riferimento. I paesi coinvolti erano Italia, Spagna, Svizzera, Olanda, Finlandia e Norvegia. Il progetto ha avuto la sua naturale continuazione nel progetto GSE-Forest Monitoring, coordinato da GAF (D), che ha interessato un’area più vasta. Il progetto GSE-Forest Monitoring è finanziato da ESA nell’ambito del programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security) e coinvolge praticamente tutti i paesi dell’Europa  centro-occidentale e la Polonia, diversi paesi africani, e la Guyana Francese. Il progetto GSE Forest Monitoring si è concluso nel 2009; Geographike si è occupata delle fasi di produzione del servizio per Italia e Svizzera.

Per il caso italiano il Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha partecipato come Utente finale, definendo i propri requisiti e validando i prodotti con il supporto tecnico/scientifico del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue Risorse (Di.S.A.F.Ri.) dell’Università degli Studi della Tuscia.

Il servizio fornito alle amministrazioni dal progetto GSE-FM consiste nella produzione di una cartografia di uso del suolo sintetica dal punto di vista del contenuto semantico (6 classi di legenda) ma di alto dettaglio geometrico (MMU = 0.5 ha), e della corrispondente Carta dei Cambiamenti. Le fonti primarie di dati sono costituite da coppie di immagini Landsat 5 e 7 (season to season), integrate da dati ausiliari forniti dal MATTM e dalle singole Amministrazioni regionali.

La copertura dell’uso del suolo del ’90 (anno di riferimento per il protocollo di Kyoto), iniziata durante il progetto Kyoto Inventory su sei regioni, è stata completata nel settembre 2007.

Il metodo, applicato, inizialmente basato su tecniche di classificazione isodata, si è successivamente evoluto con l’adozione di strumenti per la segmentazione multirisoluzione e classificazione fuzzy.

Sono state adottate procedure per il trattamento integrato dei dati satellitari, mediante uso di set di dati ausiliari, impiegando strategie di elaborazione ad hoc per comprensori fisiografici omogenei, definiti con una preventiva fase di analisi geografica e con l’impiego dei dati ausiliari stessi.

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Il prodotto finale si ottiene mediante una successiva fase di revisione per fotointerpretazione basata sull’analisi comparata delle immagini Landsat del periodo di riferimento e delle le ortofoto digitali.

E’ stata inoltre condotta una valutazione di accuratezza interna sul 10% dell’intero territorio nazionale, utilizzando come fonti di confronto i fotogrammi del volo IT88/89 ortorettificati. Le accuratezze tematiche complessive rientrano nel range 90-95%.

 

Per il caso svizzero l’Ufficio Federale per l’Ambiente (UFAM)  ha partecipato come Utente finale, definendo i propri requisiti e fornendo tutti i dati ausiliari necessari al progetto. La metodologia di lavoro riprende pressochè tutti i dettagli descritti per il caso italiano, con lievi modifiche sui criteri di lettura della legenda tematica.

Sono stati realizzati i seguenti prodotti:

  • Land Use: 1990, 1997, 2002
  • Land Use Change: 1990-1997, 1990-2002
  • Forest Map: 1990, 1997,2002